il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

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il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da Andrea il Dom Nov 06, 2016 10:35 pm

Sembra incredibile, ma vincendo contro i cugini agrigentini, potremmo sorpassarli e avere una classifica impensabile fino a poche ore fa...
...staremo a vedere!

Andrea

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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da salvo il Lun Nov 07, 2016 8:36 am

Intantu ju, pi ssi o pi nno, sugnu sempri "rassegnato"...
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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da Tony45 il Lun Nov 07, 2016 12:43 pm

E se l'Akra la mettiamo dietro domenica?
Akra? Si perchè il gas glielo chiudiamo noi.
Domenica scorsa ci siamo rimasti male al pareggio dell'Andria. In gradinata si è cantato
per 95 minuti, ma dal "Andate a fare gol" si è passato "Andate a lavorare" da subito dopo il triplice fischio.
Che si torni a cantare è sicuro, ma vorrei che si tornasse a vincere anche in casa.
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Tony45

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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da 400c il Mar Nov 08, 2016 3:20 pm

14.3.1971 - SIRACUSA -AKRAGAS  1-0


SIRACUSA: Fazzino; Degl’Innocenti, Corvino; Schiavo, Conti, Di Matteo; Anastasio, Bagnaschi, Lobascio, Vegna, Peluso (dal 37’ Paterlini). All.: Benedetti.

AKRAGAS: Reali; Brogiotti, Ferrante; Nardi, Di Fatta, Carlucci; Penna, Bella, Mascheroni, Ferrari, Muffato. All.: Maluta.

ARBITRO: Del Fiandra di Massa Carrara.

RETE: al 6’ Degl’Innocenti su rigore.

NOTE: Pomeriggio ideale per una partita di calcio. Spettatori quanti non se ne vedevano tanti da anni al “Vittorio Emanuele” per una partita di serie D. Calcolabili sui diecimila e passa [con vociante gruppo ospite in gradinata, fornito di piccoli volantini con la scritta “Akragas in serie C”, “Forza Akragas”, usati a mo’ di coriandoli all’ingresso delle squadre in campo; NdT]. Espulsi al 27’ Lobascio per fallo di reazione su Di Fatta e al 44’ della ripresa Reali e Paterlini per scorrettezze reciproche. Brogiotti indossava la maglia di portiere. Ammonizioni a catena: Degl’Innocenti, Muffato, Brogiotti, Di Fatta, Vegna, Paterlini son finiti sul taccuino dell’arbitro. Leggeri incidenti a Degl’Innocenti, Corvino (crampi). Al 43’ [della ripresa; NdT] è volata una pietra in campo. Poco dopo si accasciava al suolo Carlucci. Prima il mediano si comprimeva il torace, poi il volto e dopo sommarie cure usciva dal campo trasportato fuori a braccia. Negli spogliatoi qualche minuto dopo lo stesso Carlucci s’era già ripreso. Non entriamo nel merito. Diciamo che il segnalinee ha fatto segno col capo all’arbitro che il giocatore agrigentino non era stato colpito, invitando anzi lo stesso Carlucci a rialzarsi. Tafferugli sono scoppiati poi negli spogliatoi tra i giocatori delle due squadre. I dirigenti di entrambe le parti si sono adoperati encomiabilmente per riportare serenità, riuscendovi in parte.

* * * * * * * *

SIRACUSA, 14 marzo 1971. – Pomeriggio allucinante, acre, aspro. Derby nel senso deteriore del termine. Troppi contrasti nell’aria, troppi risentimenti. I due punti a sollecitare l’orgoglio, la spinta agonistica, il furore di una vittoria da non mancare. Cosicché alla fine s’è chiuso tra le imprecazioni, le recriminazioni, con gli animi surriscaldati e pieno d’astio. Colpe non attribuiamone a nessuno. Diciamo solo: nonostante tutto, era nell’aria. Dovunque si fosse giocato, dovunque.
Subito una considerazione, che tronchi ogni sospetto, che tagli corto ad ogni tentativo di inutili sofismi: il risultato è giusto. E aggiungiamo: il risultato avrebbe potuto essere diverso.
L’aria linda del primo pomeriggio, la piacevole visione di gentili signore in tribuna, i mille campanacci, disponevano al meglio. Durava solo cinque minuti l’atmosfera da show musicale. Il tempo che Anastasio conquistasse una palla sulla sinistra, dribblasse una volta e due Brogiotti, si incuneasse in area. E poi dopo un terzo dribbling vincente, ricevesse una spinta ingenua alle spalle che lo faceva rotolare a terra. Sul rigore decretato all’istante dall’arbitro, realizzato con un perfetto e forte rasoterra da Degl’Innocenti, su quel rigore che spezzava l’equilibrio, si costruiva tutto un seguito rocambolesco. Il seguito che diremo.
Il Siracusa ottenuto assai presto, forse più che non credesse, il suo vantaggio, tentava di incanalare ancor più l’incontro sulla via più congeniale: un solido sbarramento a centrocampo, un contropiede pungente e deciso. Così l’Akragas volto alla rimonta, Vegna costringeva al quarto d’ora Reali ad una gran parata in angolo su tiro da sette metri, Lobascio si vedeva interrompere da un perfetto intervento di Di Fatta un suo affondo degno di nota. Tre minuti prima della mezz’ora, Lobascio si vedeva espulso. L’incontro leggermente incattivitosi, assumeva una piega drammatica. La piega mantenuta sino al finalissimo cui s’è accennato. Lobascio reagiva ad un fallo di Di Fatta, suo avversario diretto. L’arbitro era a due passi. Il centravanti espulso usciva di scena in un momento assai delicato.
L’effetto era questo: l’Akragas con un uomo in più -lo stopper Di Fatta, adattissimo al gioco di mediano d’appoggio- prendeva il controllo del centrocampo e da quel momento avrebbe pressato incessantemente il Siracusa in dieci nella sua metà campo, salvo a rischiare il raddoppio del passivo in due limpide occasioni create da sapienti tocchi di disimpegno dei centrocampisti aretusei. Da quel 27’ sulle tribune prima calde d’entusiasmo, subentrava uno stato terribile d’angosciosa attesa: ce l’avrebbero fatta i leoncelli a resistere? E su questo leit-motiv scorreva l’incontro.
La risposta che il risultato fornisce bacia in fronte il Siracusa, la sua tenacia, la sua forza morale, la sua grinta. Condanna l’Akragas, che per tenacia, grinta, volontà, coraggio agonistico è stato superlativo. Solo che qui ci addentriamo nei motivi tecnici dell’incontro. Ci addentriamo nella spiegazione della mancata rimonta agrigentina pur con un uomo in più. E si farà un discorso chiaro, privo di tentazioni demagogiche, privo di inutili e sterili sentimentalismi. Scevro da quegli stati d’animo scusabili, ancorché esagitati e partigiani, riscontrati nei diversi protagonisti a fine partita.
Rimasti in dieci, gli aretusei si rinchiudevano nella loro metà campo, a difendere la fortezza. Nessuno infatti sottovalutava le qualità degli agrigentini. Vegna, Bagnaschi e Paterlini (subentrato a Peluso) effettuavano i primi tentativi d’intercettamento, mentre Conti, Degl’Innocenti, Schiavo, Corvino e Fazzino buon ultimo, spazzavano senza indugi la loro area. In attacco Anastasio tentava dribbling vincenti, i contropiede che servissero al raddoppio sì, ma soprattutto a far respirare i compagni. Il primo tempo si concludeva con l’Akragas che aveva scagliato tre palloni verso la porta di Fazzino assai pericolosamente: al 32’ su corner di Ferrari, Di Fatta di testa colpiva da cinque metri di testa e la palla sorvolava la traversa. 36’: Ferrari a Bella, cross teso dal fondo ed ancora un colpo di testa di Mascheroni con pallone alto di un soffio. 36’ [sic; NdT]: Mascheroni, tiro dal limite a lato.
Secondo tempo. Akragas all’arrembaggio, Siracusa a difendersi secondo logica. Ancora con ordine. Il riposo aveva giovato ai difensori. Gran ciabattare dei biancazzurri di Maluta. Se ne estraggono però solo due occasioni di una certa pericolosità: 13’ tiro di Di Fatta da venti metri e Fazzino para in due tempi sull’accorrere di Mascheroni. 42’: Ferrari porge a Muffato un invitante pallone sulla sinistra, l’ala scaglia al volo e la palla lecca la traversa e si perde sul fondo. Il resto è tutta una sequenza impressionante di cross che Carlucci, Di Fatta, Nardi spediscono al centro dell’area aretusea. E sempre, monotonamente, Conti, Corvino, Degl’Innocenti, Fazzino a respingere. Sulle tribune, ad ogni rinvio, sospiri di sollievo. Finisce anzi che il Siracusa manca clamorosamente il raddoppio con Bagnaschi al 20’. Paterlini scatta palla al piede dalla sua area, appoggia ad Anastasio che allunga a tre quarti campo su Bagnaschi lanciato in velocità. La mezzala penetra in area, controlla una prima volta, sta per colpire, manca il tempo, allunga lateralmente e quando tira manda alto. 43’: Vegna a Paterlini che scatta in area, tira, Reali respinge, Paterlini riprende, Reali para ancora. I due poi si scontrano (è Reali che rialzandosi spinge l’ala dentro la porta) e vanno fuori.
L’arbitro fischia la fine. Sulle tribune un grido unanime. L’incubo finisce, l’incubo di un pareggio che l’Akragas ha tentato con tutte le sue forze. Sulle tribune si scatena anche qualche tafferuglio fra tifosi di opposte tendenze. Nulla di grave.
L’Akragas ha perso. Ha lasciato Siracusa con la bocca amara. Può averne buoni motivi. Deve recitare però un mea culpa sostanzioso, sincero, convinto. Scuse valide non ne troviamo per giustificare la sconfitta così come s’è determinata. A meno di voler discutere sul rigore. E qui entra in ballo un minimo d’onestà. Brogiotti ha spinto alle spalle Anastasio che è caduto per terra. Fallo evidente. Pollo, ingenuo, il terzino e solo lui.
Con un uomo in più, con un Di Fatta senza dubbio il migliore della sua squadra, con il predominio della metà campo, gli agrigentini hanno compiuto più di una sciocchezza tattica. Lasciatisi trasportare dal nervosismo per il gol che non giungeva, i biancazzurri hanno insistito in quel gioco senza sbocchi fatto di cross alti al centro dell’area siracusana. E dov’erano questi giganti fra le punte akragantine? Forse Mascheroni, forse Muffato, forse Penna, tutti al limite del metro e settanta? Sarebbe occorsa una manovra a più largo respiro, sarebbero occorsi tentativi di dribbling dentro l’area aretusea, alla ricerca della soluzione ravvicinata o del fallo da rigore. Nulla di tutto questo. E l’arbitro decretò almeno otto punizioni pericolosissime ad un metro dalla linea di fondo nei pressi della zona calda. Nessuno cha abbia saputo approfittarne con un barlume di intelligenza o di accortezza.
Per questo l’Akragas ha perso. Per questa sua mancanza di “cervello” ha meritato di perdere o meglio di non pareggiare. E chissà come sarebbe finita se trovata la rete del pari al momento giusto, sempre con un uomo in più, la formazione di Maluta non avrebbe potuto approfittare per cogliere i due punti. Supposizioni e va bene. Ma spiegano la defaillance di Nardi e C. Molto più degli isterismi facili del fine partita.
Il Siracusa ha vinto. La sua tattica, dopo l’espulsione di Lobascio, è stata azzeccata. Azzeccata (e non rimaneva altro da fare agli azzurri) anche per gli sbagli degli avversari. Sono due punti d’oro per la capolista. La riconferma d’una maturità, della saldezza che la squadra aveva mostrato già da alcuni mesi. E’ il diciassettesimo risultato utile per i siracusani. Qualcuno aveva paura del “numero”. In effetti una vittoria giunta assieme a mille palpitazioni, una vittoria che dopo un prologo scintillante ha avuto un epilogo thrilling.
Per noi, è questa la partita, sono questi i fotogrammi chiave. Gli incorreggibili la pensino come vogliono. Sul football si può sempre discutere.

Mario Petrina - La Sicilia (15.03.1971)






Il capitano azzurro Sandro Degl’Innocenti, fuori quadro, realizza il rigore che darà la vittoria sull’Akragas



Il mediano akragantino Carlucci viene portato fuori dopo il lancio della pietra in campo



Paterlini spreca una grossa occasione nel finale
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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da pozin10 il Mar Nov 08, 2016 4:04 pm

L'articolista era Mario Petrina che sul finire degli anni settanta era collegato da Siracusa(così come Puccio Corona,zio del Fabrizio...,e altri) per "tutto il calcio minuto per minuto"quando eravamo la tredicesima partita del totocalcio.

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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da Tony45 il Mar Nov 08, 2016 5:03 pm


Certo che leggere i nomi delle squadre, specie la nostra, mi mette i brividi. Quell'Anastasio che driblava qualunque cosa gli passava davanti e se non c'era nessuno, lo aspettava, alto quanto me, un folletto. I siracusani Fazzino e Peluuso... quel Ciccio Conti che fu citato da tanti giornali sportivi, perchè era l'unico stopper (allora si giocava con il libero) a non aver fatto segnare il centravanti avversario in tutti i campionati. E quel Penna, fu
uno che in 90 minuti mi disse 90 volte... palla i medda. Va be, lassamu peddiri.
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Messaggio Da 400c il Mar Nov 08, 2016 5:15 pm

Tony45 ha scritto:
... Quell'Anastasio che driblava qualunque cosa gli passava davanti...I siracusani Fazzino e Peluuso... quel Ciccio Conti che fu citato da tanti giornali sportivi, perchè era l'unico stopper (allora si giocava con il libero) a non aver fatto segnare il centravanti avversario in tutti i campionati. E quel Penna, fu
uno che in 90 minuti mi disse 90 volte... palla i medda. Va be, lassamu peddiri.
Ne abbiamo fatti fumare di b......i quella stagione... C'ancora mi fanno antipatia (diciamo antipatia)... Nissa, Caltagirone, Paternò (con Fofò Ammirata), Akragas...  Derby della Magna Grecia... Sè, sè...
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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da uno di noi il Mer Nov 09, 2016 7:14 am

Tony45 ha scritto:
Certo che leggere i nomi delle squadre, specie la nostra, mi mette i brividi. Quell'Anastasio che driblava qualunque cosa gli passava davanti e se non c'era nessuno, lo aspettava, alto quanto me, un folletto. I siracusani Fazzino e Peluuso... quel Ciccio Conti che fu citato da tanti giornali sportivi, perchè era l'unico stopper (allora si giocava con il libero) a non aver fatto segnare il centravanti avversario in tutti i campionati. E quel Penna, fu
uno che in 90 minuti mi disse 90 volte... palla i medda. Va be, lassamu peddiri.

Quando venne l'Inter, Anastasio fece tunnel a Giacinto Facchetti.
Quel Siracusa - Akragas lo vidi anch'io, in Gradinata.
Sandro Degl'Innocenti era il mio idolo.
Di Matteo aveva piedi buoni e, da libero, chiudeva tutti i varchi.
Bagnaschi, Schiavo e Paterlini correvano correvano, correvano.
Peluso, di Palazzolo, aveva un innato senso del gol (ricordo ne fece uno di mano, come in seguito avrebbe fatto anche Maradona).
Di Lobascio, a campionato finito, un giornale scrisse che sarebbe passato all'Olimpiakos. ma era una bufala.
Vegna era il trequartista.
Io, soprattutto, avevo 17 anni... Rolling Eyes
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Messaggio Da uno di noi il Mer Nov 09, 2016 7:21 am

Considerazione post-trumpiana... Evil or Very Mad

Dopo l'incredibile vittoria di Trump...

Ci mancherebbe ora anche una incredibile seconda vittoria consecutiva del Siracusa in questo campionato. Smile
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Messaggio Da 400c il Mer Nov 09, 2016 9:58 am

uno di noi ha scritto:
Quando venne l'Inter, Anastasio fece tunnel a Giacinto Facchetti.
Quel Siracusa - Akragas lo vidi anch'io, in Gradinata.
Sandro Degl'Innocenti era il mio idolo.
Di Matteo aveva piedi buoni e, da libero, chiudeva tutti i varchi.
Bagnaschi, Schiavo e Paterlini correvano correvano, correvano.
Peluso, di Palazzolo, aveva un innato senso del gol (ricordo ne fece uno di mano, come in seguito avrebbe fatto anche Maradona).
Di Lobascio, a campionato finito, un giornale scrisse che sarebbe passato all'Olimpiakos. ma era una bufala.
Vegna era il trequartista.
Io, soprattutto, avevo 17 anni... Rolling Eyes

Fu al Canicattì che Peluso* segnò di mano. La squadra greca che sarebbe stata interessata a Lobascio era il Panathinaikos... Notizia totalmente falsa data per scherzo da Concetto Lo Bello a Pino Filippelli, che subito La Sicilia pubblicò in Prima Pagina con tanto di foto e pezzo all'interno del Corrispondente siracusano.

*: Palazzolese? Ma Peluso non è sarausano sarausano?
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Messaggio Da 400c il Mer Nov 09, 2016 10:05 am

uno di noi ha scritto:Considerazione post-trumpiana... Evil or Very Mad

Dopo l'incredibile vittoria di Trump...

Ci mancherebbe ora anche una incredibile seconda vittoria consecutiva del Siracusa in questo campionato. Smile
Sarebbe bello, anche se in fondo l'Akragas non è così antipatica come Hillary... E soprattutto il Siracusa non è così ridicolo come quel cartone animato ca' termocoperta 'nta testa.
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Messaggio Da Andrea il Mer Nov 09, 2016 8:30 pm

E chissà la cronaca dentro lo spogliatoio e nei corridoi interni che ci avrebbe raccontato!

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Messaggio Da 400c il Mer Nov 09, 2016 9:44 pm

AndreaP ha scritto:E chissà la cronaca dentro lo spogliatoio e nei corridoi interni che ci avrebbe raccontato!
A regazzì che ffai, provochi?...
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Messaggio Da uno di noi il Gio Nov 10, 2016 8:01 am

400c ha scritto:

Palazzolese? Ma Peluso non è sarausano sarausano?

boh... forse perché ricordo che giocava nel Palazzolo, dove segnava venti gol a stagione, e il Siracusa lo prese da lì.

Comunque, questa sarebbe una notizia da approfondire.
Chi potrebbe aiutarci nella ricerca?
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Messaggio Da Tony45 il Gio Nov 10, 2016 9:54 am

---Tony, è inutile che vieni il giovedi a fare i biglietti della gradinata, i posti che mi cerchi sono occupati da due abbonati---
Tutte le volte la stessa cosa- Gradinata settore M, file 10-11 numero 1 e 2 sono occupati.
Va be, dammeli la fila di sotto, sperando che siano liberi, tanto non c'è piùquello che una volta era il "BUDDELLO".
Alla fin fine cambia poco, l'importante è vedere la vittoria del Siracusa, anche se la vedessi dal terrazzo di casa.
P.s. Giuseppe Peluso è siracusano, avevo il fratello collega in ospedale. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo,
ha fatto il vigile urbano, ma sempre col sorriso stampato in faccia.
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Messaggio Da uno di noi il Gio Nov 10, 2016 4:04 pm

Tony45 ha scritto:---
P.s. Giuseppe Peluso è siracusano, avevo il fratello collega in ospedale. Dopo aver appeso le scarpe al chiodo,
ha fatto il vigile urbano, ma sempre col sorriso stampato in faccia.


Sono contento che tu abbia risolto il mio dubbio.

Peluso un grande.
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Messaggio Da Syd il Ven Nov 11, 2016 12:07 pm

Totale Vittorie Pareggi Sconfitte Gol segnati Gol subiti
In casa 19 11 5 3 21 12 [Bilancio positivo!]
In trasferta 21 5 8 8 20 23 [Bilancio negativo!]
Totale 40 16 13 11 41 35 [Bilancio positivo!]
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Messaggio Da melo il Ven Nov 11, 2016 3:10 pm

Domenica il De Simone sarà colorato d' azzurro come non mai! Benvenuto ai nostri corregionali.
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Messaggio Da Tony45 il Sab Nov 12, 2016 4:40 pm

melo ha scritto:Domenica il De Simone sarà colorato d' azzurro come non mai! Benvenuto ai nostri corregionali.

Si,ma cerca di non colorare quello che scrivi tu... nun si viri...
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Messaggio Da melo il Sab Nov 12, 2016 6:44 pm

Tony45 ha scritto:
melo ha scritto:Domenica il De Simone sarà colorato d' azzurro come non mai! Benvenuto ai nostri corregionali.

Si,ma cerca di non colorare quello che scrivi tu... nun si viri...
Smile Ti accontento subito Tony, domani ho l'impressione che ci saranno tanti di quei spettatori come non se ne vedevano da un pezzo al Nicola De Simone. affraid
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Messaggio Da pozin10 il Sab Nov 12, 2016 8:24 pm

Il Siracusa ha sempre subito gol in casa(forse mai accaduto nelle prime cinque gare).Facciamo che domani Santurro non debba chinarsi per prendere il pallone rotolato in rete? Grazie.

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Messaggio Da salvo il Dom Nov 13, 2016 8:04 am

Ju, intanto ci tengo a ribadire ca oggi sugnu "rassegnatu" più che mai! Rassegnatissimu.
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Messaggio Da salvo il Dom Nov 13, 2016 8:10 am

Comunque leggere Mario Petrina e' di una goduria pazzesca.
Al confronto dei 4 "imbrattacarte" di oggi, pari Gianni Brera.
Veramente, nun'abbabbiu...



400c ha scritto:14.3.1971 - SIRACUSA -AKRAGAS  1-0


SIRACUSA: Fazzino; Degl’Innocenti, Corvino; Schiavo, Conti, Di Matteo; Anastasio, Bagnaschi, Lobascio, Vegna, Peluso (dal 37’ Paterlini). All.: Benedetti.

AKRAGAS: Reali; Brogiotti, Ferrante; Nardi, Di Fatta, Carlucci; Penna, Bella, Mascheroni, Ferrari, Muffato. All.: Maluta.

ARBITRO: Del Fiandra di Massa Carrara.

RETE: al 6’ Degl’Innocenti su rigore.

NOTE: Pomeriggio ideale per una partita di calcio. Spettatori quanti non se ne vedevano tanti da anni al “Vittorio Emanuele” per una partita di serie D. Calcolabili sui diecimila e passa [con vociante gruppo ospite in gradinata, fornito di piccoli volantini con la scritta “Akragas in serie C”, “Forza Akragas”, usati a mo’ di coriandoli all’ingresso delle squadre in campo; NdT]. Espulsi al 27’ Lobascio per fallo di reazione su Di Fatta e al 44’ della ripresa Reali e Paterlini per scorrettezze reciproche. Brogiotti indossava la maglia di portiere. Ammonizioni a catena: Degl’Innocenti, Muffato, Brogiotti, Di Fatta, Vegna, Paterlini son finiti sul taccuino dell’arbitro. Leggeri incidenti a Degl’Innocenti, Corvino (crampi). Al 43’ [della ripresa; NdT] è volata una pietra in campo. Poco dopo si accasciava al suolo Carlucci. Prima il mediano si comprimeva il torace, poi il volto e dopo sommarie cure usciva dal campo trasportato fuori a braccia. Negli spogliatoi qualche minuto dopo lo stesso Carlucci s’era già ripreso. Non entriamo nel merito. Diciamo che il segnalinee ha fatto segno col capo all’arbitro che il giocatore agrigentino non era stato colpito, invitando anzi lo stesso Carlucci a rialzarsi. Tafferugli sono scoppiati poi negli spogliatoi tra i giocatori delle due squadre. I dirigenti di entrambe le parti si sono adoperati encomiabilmente per riportare serenità, riuscendovi in parte.

* * * * * * * *

SIRACUSA, 14 marzo 1971. – Pomeriggio allucinante, acre, aspro. Derby nel senso deteriore del termine. Troppi contrasti nell’aria, troppi risentimenti. I due punti a sollecitare l’orgoglio, la spinta agonistica, il furore di una vittoria da non mancare. Cosicché alla fine s’è chiuso tra le imprecazioni, le recriminazioni, con gli animi surriscaldati e pieno d’astio. Colpe non attribuiamone a nessuno. Diciamo solo: nonostante tutto, era nell’aria. Dovunque si fosse giocato, dovunque.
Subito una considerazione, che tronchi ogni sospetto, che tagli corto ad ogni tentativo di inutili sofismi: il risultato è giusto. E aggiungiamo: il risultato avrebbe potuto essere diverso.
L’aria linda del primo pomeriggio, la piacevole visione di gentili signore in tribuna, i mille campanacci, disponevano al meglio. Durava solo cinque minuti l’atmosfera da show musicale. Il tempo che Anastasio conquistasse una palla sulla sinistra, dribblasse una volta e due Brogiotti, si incuneasse in area. E poi dopo un terzo dribbling vincente, ricevesse una spinta ingenua alle spalle che lo faceva rotolare a terra. Sul rigore decretato all’istante dall’arbitro, realizzato con un perfetto e forte rasoterra da Degl’Innocenti, su quel rigore che spezzava l’equilibrio, si costruiva tutto un seguito rocambolesco. Il seguito che diremo.
Il Siracusa ottenuto assai presto, forse più che non credesse, il suo vantaggio, tentava di incanalare ancor più l’incontro sulla via più congeniale: un solido sbarramento a centrocampo, un contropiede pungente e deciso. Così l’Akragas volto alla rimonta, Vegna costringeva al quarto d’ora Reali ad una gran parata in angolo su tiro da sette metri, Lobascio si vedeva interrompere da un perfetto intervento di Di Fatta un suo affondo degno di nota. Tre minuti prima della mezz’ora, Lobascio si vedeva espulso. L’incontro leggermente incattivitosi, assumeva una piega drammatica. La piega mantenuta sino al finalissimo cui s’è accennato. Lobascio reagiva ad un fallo di Di Fatta, suo avversario diretto. L’arbitro era a due passi. Il centravanti espulso usciva di scena in un momento assai delicato.
L’effetto era questo: l’Akragas con un uomo in più -lo stopper Di Fatta, adattissimo al gioco di mediano d’appoggio- prendeva il controllo del centrocampo e da quel momento avrebbe pressato incessantemente il Siracusa in dieci nella sua metà campo, salvo a rischiare il raddoppio del passivo in due limpide occasioni create da sapienti tocchi di disimpegno dei centrocampisti aretusei. Da quel 27’ sulle tribune prima calde d’entusiasmo, subentrava uno stato terribile d’angosciosa attesa: ce l’avrebbero fatta i leoncelli a resistere? E su questo leit-motiv scorreva l’incontro.
La risposta che il risultato fornisce bacia in fronte il Siracusa, la sua tenacia, la sua forza morale, la sua grinta. Condanna l’Akragas, che per tenacia, grinta, volontà, coraggio agonistico è stato superlativo. Solo che qui ci addentriamo nei motivi tecnici dell’incontro. Ci addentriamo nella spiegazione della mancata rimonta agrigentina pur con un uomo in più. E si farà un discorso chiaro, privo di tentazioni demagogiche, privo di inutili e sterili sentimentalismi. Scevro da quegli stati d’animo scusabili, ancorché esagitati e partigiani, riscontrati nei diversi protagonisti a fine partita.
Rimasti in dieci, gli aretusei si rinchiudevano nella loro metà campo, a difendere la fortezza. Nessuno infatti sottovalutava le qualità degli agrigentini. Vegna, Bagnaschi e Paterlini (subentrato a Peluso) effettuavano i primi tentativi d’intercettamento, mentre Conti, Degl’Innocenti, Schiavo, Corvino e Fazzino buon ultimo, spazzavano senza indugi la loro area. In attacco Anastasio tentava dribbling vincenti, i contropiede che servissero al raddoppio sì, ma soprattutto a far respirare i compagni. Il primo tempo si concludeva con l’Akragas che aveva scagliato tre palloni verso la porta di Fazzino assai pericolosamente: al 32’ su corner di Ferrari, Di Fatta di testa colpiva da cinque metri di testa e la palla sorvolava la traversa. 36’: Ferrari a Bella, cross teso dal fondo ed ancora un colpo di testa di Mascheroni con pallone alto di un soffio. 36’ [sic; NdT]: Mascheroni, tiro dal limite a lato.
Secondo tempo. Akragas all’arrembaggio, Siracusa a difendersi secondo logica. Ancora con ordine. Il riposo aveva giovato ai difensori. Gran ciabattare dei biancazzurri di Maluta. Se ne estraggono però solo due occasioni di una certa pericolosità: 13’ tiro di Di Fatta da venti metri e Fazzino para in due tempi sull’accorrere di Mascheroni. 42’: Ferrari porge a Muffato un invitante pallone sulla sinistra, l’ala scaglia al volo e la palla lecca la traversa e si perde sul fondo. Il resto è tutta una sequenza impressionante di cross che Carlucci, Di Fatta, Nardi spediscono al centro dell’area aretusea. E sempre, monotonamente, Conti, Corvino, Degl’Innocenti, Fazzino a respingere. Sulle tribune, ad ogni rinvio, sospiri di sollievo. Finisce anzi che il Siracusa manca clamorosamente il raddoppio con Bagnaschi al 20’. Paterlini scatta palla al piede dalla sua area, appoggia ad Anastasio che allunga a tre quarti campo su Bagnaschi lanciato in velocità. La mezzala penetra in area, controlla una prima volta, sta per colpire, manca il tempo, allunga lateralmente e quando tira manda alto. 43’: Vegna a Paterlini che scatta in area, tira, Reali respinge, Paterlini riprende, Reali para ancora. I due poi si scontrano (è Reali che rialzandosi spinge l’ala dentro la porta) e vanno fuori.
L’arbitro fischia la fine. Sulle tribune un grido unanime. L’incubo finisce, l’incubo di un pareggio che l’Akragas ha tentato con tutte le sue forze. Sulle tribune si scatena anche qualche tafferuglio fra tifosi di opposte tendenze. Nulla di grave.
L’Akragas ha perso. Ha lasciato Siracusa con la bocca amara. Può averne buoni motivi. Deve recitare però un mea culpa sostanzioso, sincero, convinto. Scuse valide non ne troviamo per giustificare la sconfitta così come s’è determinata. A meno di voler discutere sul rigore. E qui entra in ballo un minimo d’onestà. Brogiotti ha spinto alle spalle Anastasio che è caduto per terra. Fallo evidente. Pollo, ingenuo, il terzino e solo lui.
Con un uomo in più, con un Di Fatta senza dubbio il migliore della sua squadra, con il predominio della metà campo, gli agrigentini hanno compiuto più di una sciocchezza tattica. Lasciatisi trasportare dal nervosismo per il gol che non giungeva, i biancazzurri hanno insistito in quel gioco senza sbocchi fatto di cross alti al centro dell’area siracusana. E dov’erano questi giganti fra le punte akragantine? Forse Mascheroni, forse Muffato, forse Penna, tutti al limite del metro e settanta? Sarebbe occorsa una manovra a più largo respiro, sarebbero occorsi tentativi di dribbling dentro l’area aretusea, alla ricerca della soluzione ravvicinata o del fallo da rigore. Nulla di tutto questo. E l’arbitro decretò almeno otto punizioni pericolosissime ad un metro dalla linea di fondo nei pressi della zona calda. Nessuno cha abbia saputo approfittarne con un barlume di intelligenza o di accortezza.
Per questo l’Akragas ha perso. Per questa sua mancanza di “cervello” ha meritato di perdere o meglio di non pareggiare. E chissà come sarebbe finita se trovata la rete del pari al momento giusto, sempre con un uomo in più, la formazione di Maluta non avrebbe potuto approfittare per cogliere i due punti. Supposizioni e va bene. Ma spiegano la defaillance di Nardi e C. Molto più degli isterismi facili del fine partita.
Il Siracusa ha vinto. La sua tattica, dopo l’espulsione di Lobascio, è stata azzeccata. Azzeccata (e non rimaneva altro da fare agli azzurri) anche per gli sbagli degli avversari. Sono due punti d’oro per la capolista. La riconferma d’una maturità, della saldezza che la squadra aveva mostrato già da alcuni mesi. E’ il diciassettesimo risultato utile per i siracusani. Qualcuno aveva paura del “numero”. In effetti una vittoria giunta assieme a mille palpitazioni, una vittoria che dopo un prologo scintillante ha avuto un epilogo thrilling.
Per noi, è questa la partita, sono questi i fotogrammi chiave. Gli incorreggibili la pensino come vogliono. Sul football si può sempre discutere.

Mario Petrina - La Sicilia (15.03.1971)






Il capitano azzurro Sandro Degl’Innocenti, fuori quadro, realizza il rigore che darà la vittoria sull’Akragas



Il mediano akragantino Carlucci viene portato fuori dopo il lancio della pietra in campo



Paterlini spreca una grossa occasione nel finale
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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da Andrea il Dom Nov 13, 2016 3:20 pm

Primo tempo incandescente..

Andrea

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Re: il derby più greco di Sicilia! Siracusa Akragas

Messaggio Da Syd il Dom Nov 13, 2016 3:30 pm

Intanto abbiamo recuperato il doppio svantaggio quando non ci credevo neanche più!
Adesso dobbiamo portare a casa la vittoria, è troppo importante!!!
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Syd
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